Direttore Andrea Barretta

La Biennale di Venezia 2026

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Aperta al pubblico fino a domenica 22 novembre 2026 ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia

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Aperta al pubblico dal 9 maggio fino a domenica 22 novembre 2026 ai Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia, la 61 Biennale – In Minor Keys di Koyo Kouoh, la prima curatrice africana nella storia della Biennale Arte, completato dal suo team dopo la sua scomparsa nel maggio 2025. Attraverso una processione visiva e meditativa, la mostra solleciterà tutti i sensi a interconnettersi e a perdersi da un universo all’altro, proponendo una riconnessione radicale con l’habitat naturale e il ruolo originario dell’arte nella società: quello emotivo, visivo, sensoriale, affettivo e soggettivo.

Sono 111 i partecipanti – tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni – provenienti da contesti geografici differenti, selezionati dalla curatrice. Il nucleo concettuale della Mostra si articolerà attorno a motivi scelti a partire da opere capaci di coinvolgere insieme anima e intelletto.  L’intreccio di questi motivi si tradurrà in una composizione che non procede per sezioni, ma per priorità sotterranee: “Are”, processioni; meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell’arte; riposo spirituale e fisico delle oasi intese come tonalità o isole interne ai singoli universi creativi; e infine “Scuole”, espressione dell’impegno della curatrice nella costruzione di istituzioni orientate a un fine sociale.

Il Padiglione Italia alle Tese delle Vergini in Arsenale, sostenuto e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, a cura di Cecilia Canziani, presenterà “Con te con tutto”, realizzato da Chiara Camoni. La mostra sarà composta da opere realizzate appositamente per la mostra e lavori esistenti: nella prima tesa, in penombra, si troverà un bosco di sculture in ceramica; la seconda tesa sarà come un mondo in costruzione composto di elementi naturali, artefatti e riciclati. Ci sarà, inoltre, spazio ai Dialoghi tra la Camoni e maestri quali Fausto Melotti, Alberto Martini e Marisa Merz.

La Biennale Arte 2026 porta a Venezia 99 padiglioni nazionali, 31 eventi collaterali e 7 Paesi al debutto assoluto – Guinea, Guinea Equatoriale, Nauru, Qatar, Sierra Leone, Somalia e Vietnam – distribuiti tra i Giardini, l’Arsenale e oltre venti sedi in città.

Il titolo scelto, In Minor Keys, ossia il concetto di «tonalità minore», è mutuato dalla musica e allude tanto alla struttura di un brano quanto ai suoi effetti emotivi. Nella concezione di Koyo Kouoh, «le tonalità minori rifiutano il fragore orchestrale e le marce militari dal passo cadenzato, e prendono vita nei toni sommessi, nelle frequenze più basse, nei mormorii, nelle consolazioni della poesia», richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che le sostenga.

Il nucleo concettuale della Biennale 2026 si articola attorno a motivi scelti a partire da: Altari (Shrines). La sala Chini, nel cuore del Padiglione centrale, immaginata come omaggio a due creatori di mondi: 

– Issa Samb, cofondatore del collettivo «Laboratoire Agit’Art» a Dakar, è stato una presenza costante e una fonte d’ispirazione per Koyo. L’opera di Buchanan consiste in letture sofisticate e provocatorie di luoghi e comunità condotte attraverso un approccio anti-monumentale alla Land Art e all’arte pubblica.

– Processioni. Il motivo della processione, ispirato alle coreografie carnevalesche e ai raduni del mondo afroatlantico, testimonia un linguaggio spaziale dinamico che invita il pubblico a unirsi al movimento, più che a osservarlo.

– Scuole (Schools). Le «Scuole» come ecosistemi radicati nei territori e insieme transnazionali: luoghi di apprendimento e rigenerazione fondati sull’incontro, la condivisione e l’autonomia dalle leggi del mercato.

– Meraviglia contrapposta a cinismo verso il potenziale trasformativo dell’arte.

– Spazio al riposo. Temi quali la piantagione, l’insediamento coloniale, il disastro ambientale e la memoria geologica attraversano altre opere. Parallelamente, il giardino creolo e il cortile diventano luoghi reali e metaforici di riposo, riconnessione e relazione con forme di vita non umane.

– Performance. Il programma porrà al centro il corpo come luogo di conoscenza, memoria e veicolo politico di resistenza collettiva e guarigione. Nei Giardini della Biennale si terrà una processione di poeti ispirata al Poetry Caravan, il viaggio intrapreso da Koyo Kouoh con nove poeti africani da Dakar nel 1999.

Questi fili attraversano pratiche diverse e generazioni differenti, tracciando un percorso che si dispiega nei luoghi di In Minor Keys. Nel corso del lavoro curatoriale, molte suggestioni hanno trovato eco nei riferimenti letterari condivisi da Koyo come fonti d’ispirazione, tra cui Beloved di Toni Morrison e Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez, accomunati dall’attraversamento di mondi e soglie temporali e da un realismo magico che intensifica il registro emotivo.

Il progetto di allestimento è stato affidato a «Wolff Architects»: nel Padiglione centrale, ai Giardini, e nel complesso dell’Arsenale (Corderie, Artiglierie, Gaggiandre e Giardino delle Vergini), grandi banner color indaco sospesi dalle travi sino a sfiorare il pavimento segneranno le soglie, preparando i sensi al disvelamento di un ambiente e al transito verso il successivo.

Giardini / Arsenale / Forte Marghera

Orario estivo: 11 – 19 (da maggio a settembre – ultimo ingresso 18.45)

Fino a fine settembre, solo sede Arsenale: venerdì e sabato apertura prolungata fino alle ore 20.00 ultimo ingresso ore 19.45)

Orario autunnale: 10 – 18 (da ottobre a novembre – ultimo ingresso 17.45)

Chiuso il lunedì (tranne 11 maggio, 1 giugno, 7 settembre e 16 novembre)

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