Direttore Andrea Barretta

I Brueghel e i generi della pittura europea

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A Palazzo Reale di Milano fino al 31 gennaio 2027.

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Poche famiglie nella storia dell’arte hanno segnato il corso della pittura occidentale quanto i Brueghel. Attivi tra le Fiandre e l’Italia tra la seconda metà del Cinquecento e il pieno Seicento, per tre generazioni consecutive i pittori di questa dinastia hanno contribuito in modo decisivo a costruire quel sistema di categorie – paesaggio, natura morta, scena di genere, pittura di fiori, scena di battaglia – che oggi diamo per scontato ma che, all’epoca, rappresentava una vera rivoluzione nel modo di concepire l’immagine dipinta.

Il capostipite, Pieter Bruegel il Vecchio (1525 circa – 1569), parte dalla lezione visionaria di Hieronymus Bosch per trasporla in un universo profondamente nuovo: quello della vita quotidiana contadina, delle feste di paese, dei lavori dei campi, delle danze nuziali. Dietro l’apparente semplicità delle sue scene si cela però sempre un pubblico colto, capace di cogliere allegorie morali, proverbi visualizzati, riflessioni sulla condizione umana. Con lui il paesaggio smette di essere semplice sfondo per diventare protagonista assoluto della composizione, e la vita del popolo diventa per la prima volta soggetto degno della grande pittura.

Poi Pieter Bruegel il Giovane (1564 – 1637/38) che svolge un ruolo altrettanto cruciale, ma di natura diversa, ossia quello di replicare, codificare e diffondere su scala commerciale i modelli paterni. È grazie a lui e alla sua affollata bottega che le invenzioni del Vecchio raggiungono un pubblico borghese sempre più ampio, in un mercato dell’arte fiammingo che si sta trasformando profondamente, con nuovi collezionisti, nuove botteghe specializzate e una crescente richiesta di opere “di genere” da esporre nelle case private. Si può dire che con lui nasce, prima ancora che nell’arte moderna, l’idea di un vero e proprio “marchio” familiare riconoscibile e replicabile.

Infine, Jan Brueghel il Vecchio (1568 – 1625) nell’incontro con l’Italia e i generi minori elevati a capolavoro che porta la dinastia su un binario ancora diverso. Nei suoi soggiorni italiani ed europei ottiene committenze prestigiose, tra cui quella del cardinale Federico Borromeo a Milano, e sviluppa con straordinaria raffinatezza la natura morta floreale, i paesaggi atmosferici, le scene di mare in tempesta. È lui, più di ogni altro, a dimostrare come soggetti considerati “minori” nella gerarchia accademica dei generi pittorici (un vaso di fiori, un cielo nuvoloso, una marina in burrasca) potessero raggiungere una dignità artistica ed economica pari a quella della grande pittura di storia.

Nell’insieme, l’opera di queste tre generazioni pone le basi per quella struttura di “generi pittorici”, paesaggio, natura morta, pittura di battaglia, scena popolare, che diventerà il sistema portante della pittura europea per tutto il Seicento e oltre, dalle Fiandre all’Olanda fino all’Italia. Non fu soltanto una rivoluzione di stile o di soggetti, ma fu anche una trasformazione del rapporto tra artista, mercato e pubblico, con una crescente specializzazione dei pittori e la nascita di una domanda borghese di immagini pensate per la casa privata, non più solo per la chiesa o la corte.

Una occasione per conoscerne la storia artistica è la mostra a Milano: “I Brueghel. Le origini dei generi pittorici in Europa”, a Palazzo Reale di Milano, in programma dal 29 settembre 2026 al 31 gennaio 2027 ed è la prima grande esposizione mai realizzata in Italia dedicata alla celebre dinastia fiamminga.

Il progetto, firmato da Bernard Aikema con la curatela di Carlotta Striolo, è promosso dal Comune di Milano – Cultura e prodotto da Palazzo Reale e 24 Ore Cultura. Il percorso espositivo riunisce oltre ottanta opere tra dipinti, disegni e stampe provenienti da importanti collezioni pubbliche e private, ripercorrendo le tre generazioni della famiglia: da Pieter Bruegel il Vecchio a Pieter Brueghel il Giovane, fino a Jan Brueghel il Vecchio e Jan Brueghel il Giovane. In mostra paesaggi innevati, burrasche marine, nature morte, scene di vita contadina e rappresentazioni di battaglie che accompagnano il visitatore attraverso la nascita di quei generi pittorici che avrebbero definito la pittura moderna in tutta Europa. Le sale di Palazzo Reale metteranno inoltre la produzione della bottega Brueghel a confronto con altri grandi maestri dell’epoca, come Paul Bril, Jan van Goyen e la bottega dei Bassano, restituendo il vivace contesto economico e culturale in cui questa straordinaria fioritura artistica prese forma.

29 settembre 2026 – 31 gennaio 2027.

Orari: da martedì a domenica ore 10:00-19:30, giovedì chiusura alle 22:30, ultimo ingresso un’ora prima. Lunedì chiuso, con apertura prolungata il giovedì fino alle 22.30. Il biglietto intero costa 17 euro, con riduzioni per giovani, studenti, over 65 e altre categorie.

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